
La
storia di Mercatale è indissolubilmente legata a quella
di Pierle e non è una storia minore se di qui sono
passati personaggi come Arrigo VII di Lussemburgo, Giovanni
Visconti, signore di Milano, il re di Napoli Ladislao d’Angiò
ed infine il granduca Francesco dei Medici.
Nella valle sono state ritrovate pietre tombali, resti di
strade imperiali e vestigia di antiche terme, a testimonianza
che già in epoca romana qui ci viveva della gente.
Alla caduta dell’impereo, la valle abbandonata a se
stessa e alle tracimazioni del Torrente Niccone che l’attraversa
cadde in balia di boschi e acquitrini finchè intorno
all’anno mille i monaci benedettini provenienti
dall’abbazia
di Petroio dettero il via alla valorizzazione agricola della
valle. Forse è proprio in questo periodo che
essi presero a riunirsi per scambiarsi povere cose,
alle pendici delle
colline nel punto in cui la strada di Cortona si biforcava
in direzione di Perugia. Mercatale, cioè luogo
di mercato ebbe senza dubbio questa origine.
In alto sulla collina, fin dal X secolo, esisteva a Pierle
una rocca appartenente ai Marchesi del Monte S. Maria. Di
questa primitiva rocca non sappiamo molto , solo che andò
distrutta in uno dei frequenti scontri dell’epoca. All’inizio
del XIII secolo Cortona riuscì a sottomettere i marchesi
di S.Maria da allora il destino della valle fu legato a quello
della vicina città.
Divenuta proprietà dei Casali questi decisero nella
seconda metà del ‘300 di intraprendere la ricostruzione
della rocca ormai malandata. Fu fatto tutto in famiglia: il
progetto venne realizzato da Ranieri, figlio di Francesco
Casali, signore di Cortona che era esperto di architettura
militare essendo cavaliere di Rodi. I resti dell’antica
costruzione vennero abbattuti e la nuova rocca venne su all’interno
di un muro di cinta costruito sull’orlo del ciglione
con un muraglione dotato di adeguati spazi per le sentinelle,il
cammino di ronda, e reso possente da 4 torrioni. Il tutto
in pietra calcarea estratta da una cava vicina al cantiere.
Alla fine l’opera apparve maestosa sull’ultima
collina ,quale imponente sentinella a difesa della valle e
della sua gente che vi si rifugiava quando qualche scorreria
la minacciava.
Quando nel 1383 la peste divampò a Cortona Niccolò
Casali venne qui a rifugiarsi; per altri della famiglia, sospettati
di congiura, la rocca divenne luogo di prigionia e qui furono
sottoposti a tortura secondo gli sbrigativi metodi del tempo.
All’inizio del Quattrocento l’epoca dei Casali
volse al tramonto con l’aiuto di Ladislao d’Angiò
Durazzo, re di Napoli, che nell’intento di diventare,
più o meno, re d’Italia , dopo aver messo le
mani su Milano, Roma, sulla Romagna e sulle Marche, si accingeva
a marciare su Firenze e su Siena. Fermato dalla resistenza
delle due città , puntò su Arezzo e si accampò
ai piedi di Cortona. I Cortonesi , confidando nel suo aiuto
, si ribellarono ai Casali e, liberata la città, gliela
consegnarono. Ma la loro libertà fu di breve durata,
Ladislao dovette venire a patti con Siena e Firenze ed i Fiorentini
pagarono 60mila fiorini per ottenere Cortona. Nella stessa
occasione Firenze acquistò il castello di Pierle per
1200 fiorini. Qui vi installò una guarnigione a garantire
l’ordine pubblico e la linea di demarcazione che si
andava delineando tra Toscana e Umbria. In realtà il
Castello non ebbe più alcun peso strategico e fallì
come baluardo a difesa della valle tanto che le bande armate
che vollero attraversarla, lo fecero senza incontrare resistenza
alcuna. La rocca, senza più importanza, divenne ricetto
di sbandati, fuorilegge e fuggiaschi tanto che nel 1576 il
granduca Francesco dei Medici decise di smantellare l’antico
castello che fu ridotto come ora si presenta a chi si reca
ad ammirarne i resti.
Oggi Pierle è un piccolo borgo, sovrastato dal maestoso
rudere che raccoglie intorno a sé, stringendole come
materne braccia, le piccole case costruite in gran parte con
i materiali di recupero dell’antico castello. A lato
una chiesina, tenera nella sua umile semplicità, e
suggestiva nella sua leggenda che vuole che Papa Leone Magno
, il Papa che armato solo della Croce convinse il feroce Attila
a riportare indietro il suo esercito, fosse nato proprio là.
Nessuna prova a sostegno di questa tradizione, ma gli abitanti
del borgo ne sono convinti e uno scolorito affresco e un’
iscrizione all’ interno della chiesa ne offrono testimonianza.
Se Pierle offre silenzio, pace, ricordi, leggende, Mercatale,
il paese che ne dista 1 km circa, immerso nel verde dei suoi
boschi e nella serenità del suo paesaggio, sa offrire
al visitatore anche qualità di servizi: qui si trovano
due banche, l’ufficio postale, due supermarket, due
macellerie un ristorante, due bar e un pab . Nel paese sono
presenti anche uno studio medico, uno dentistico e una farmacia.
La gente gentile ed ospitale sa accogliere il visitatore con
cordialità ed affabilità.
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